BENEDETTA ROSSI

Benedetta Rossi intervistata per Influencers Kings

Ciao Benedetta, raccontaci la tua storia professionale. Come sei divetanta un’influencer?

Tutto è nato da un’idea ben precisa, non mi sono improvvisata come capita spesso per altre influencers. Ho sempre lavorato come modella da quando ho 14 anni e ad un certo punto è arrivato per me il momento di cambiare, perché avevo voglia di fare altro. Il fatto di avere tante conoscenze nel settore della moda e anche molti amici che lavorano come fotografi e stylist mi ha portato all’idea di iniziare questa nuova professione restando in un contesto familiare ma soprattutto mantenendo un’indipendenza diversa da quello che avevo fatto fino a quel momento.

Gli amici sono gli stessi e per me questo aspetto è molto importante.

Pare che oggi gli influencers possano considerarsi a tutti gli effetti “celebrities”, cosa ne pensi? Fino a qualche anno fa poche persone conoscevano il significato di questa parola e ancora oggi qualcuno mette in dubbio il fatto che possa ritenersi un lavoro vero e proprio.

È una constatazione che molto spesso viene riportata in ambiti diversi da persone che conosco e anche da persone che non conosco. Il fatto che possa o meno considerarsi un lavoro, secondo me dipende tantissimo da come viene svolto il proprio lavoro e dalle persone che lo svolgono in maniera non professionale. Questo, conseguentemente, fa dubitare molti del fatto che possa considerarsi un lavoro. Essere influencer oggi, a tutti gli effetti, è un lavoro e se lo si vuole svolgere in modo professionale e con qualità c’è tutta una serie di elementi da rispettare a partire dalla qualità fotografica. Tante persone si improvvisano pensando che “buttare” due foto nel web serva a diventare influencer, ma questa è sicuramente la strada sbagliata e non fa che peggiorare la nomea di questo lavoro. Avendo un po’ di followers, alcuni iniziano a chiedere a destra e a sinistra prodotti gratuiti per cui non vengono pagati. Si tratterebbe quindi di uno scambio, non di un lavoro. Inoltre, producono contenuti che non sono di qualità. Come in qualsiasi altro settore, la professionalità si vede sin dall’inizio. Agendo come ho detto si nuoce a se stessi e al mercato. Per quanto riguarda l’essere considerati celebrities è necessario fare delle distinzioni e in Italia di celebrity ne abbiamo solo una e sappiamo di chi sto parlando. Nel mondo ci sono tantissime blogger diventate successivamente anche celebrities. Hanno lavorato sodo e producono contenuti di altissima qualità sui loro profili bellissimi, caratterizzati da foto studiate a regola d’arte. Per cui ad oggi il concetto di celebrity legato al mondo degli influencer lo attribuisco all’estero e non all’Italia.

Man mano che la tua fama è cresciuta, hai alzato proporzionalmente anche le tariffe sui post sponsorizzati?

É una domanda scomoda, ma anche molto concreta. Si, chiaramente nel momento in cui inizi a crescere piano piano come influencer, cresce anche il tariffario. E questo non solo per il numero di followers, ma anche perché cerchi di dare contenuti di qualità sempre maggiore. Quindi, se prima studiavi il modo di fare una foto bella nella tua città, dopo cerchi di fare delle foto che diano una diversità soprattutto per chi va a vedere il tuo profilo. Per cui, secondo questa logica, una foto viene scattata a Firenze, una a Milano e chiaramente anche i costi per poter realizzare quel contenuto sono diversi perché gli spostamenti, il fotografo a seguito e tante altre piccole grandi cose hanno un costo. Aumenti i followers, aumenti il costo dei post e aumenti anche i costi che sostieni per realizzare tutto ciò. È tutto in proporzione.

Dal tuo profilo Instagram vedo che sei sempre in giro, sotto il cielo, a piedi nudi sulla sabbia, immersa nell’acqua limpida del mare, a quanto pare non ti piace star chiusa in casa!

Nel momento in cui ho voluto cambiare e non esser più semplicemente un’indossatrice, mi sono guardata intorno e ho pensato a cosa mi sarebbe piaciuto fare. E l’idea di dover lavorare come dipendente all’interno di un edificio, di un luogo chiuso mi fa mancare il respiro, quindi si, mi vedi sempre in giro perché mi piace tantissimo vedere, conoscere, scoprire. Essendo anche mamma, cerco di fare bilanciare: un po’ sto a casa, seguo il mio bimbo e faccio le cose che devono essere fatte, poi cerco di concentrare nell’arco di una settimana, dieci giorni, il “viaggione” che permette di produrre contenuti esotici, diversi, inusuali rispetto ai luoghi in cui siamo abituati a vivere qui in Italia.

Grazie al tuo lavoro hai avuto la possibilità di realizzare cose o incontare persone che non avresti mai fatto o conosciuto se non fossi stata un’influencer?

Senza ombra di dubbio il lavoro di influencer mi porta a fare, vedere, conoscere persone e luoghi che se non avessi fatto questo lavoro sarebbe stato difficile incontrare. Essere influencer mette a disposizione una serie di opportunità costose se dovessi sostenerle da sola. Chiaramente vengo invitata a feste o in occasioni di pre street e blog tour. In quest’ultimo caso, faccio un viaggio di lavoro. Infatti, nel momento in cui sono dal’altra parte del mondo, è vero che agli occhi dei miei followers sono in vacanza, però nella realtà esiste un plan molto rigido di quello che bisogna fare durante la giornata e dei contenuti da produrre. Certo, non siamo in miniera e non mi lamento, il lavoro è senza dubbio molto bello ma è comunque lavoro. Svolgendolo seriamente, esiste una richiesta molto precisa da parte del cliente, finalizzata alla produzione di contenuti. Quando rientro in Italia, faccio un esempio, devo avere 15 post da pubblicare nelle giornate successive al rientro e un tot di instagram stories. C’è un piano di lavoro da rispettare, non si tratta di un gioco.

Esporresti la tua immagine per promuovere qualsiasi prodotto? Riformulo la domanda: hai un’etica personale che ti impedirebbe di pubblicizzare qualcosa?

Mi piace molto questa domanda perché è una cosa a cui tengo molto. Mi arrabbio vedendo in giro i post di tante persone che pubblicizzano qualsiasi cosa.  Io mi sono sempre rifiutata di adottare questo sistema. Il profilo che io voglio avere è elegante e curato e soprattutto cerco, non essendo una ragazzina, di dare un’idea di attenzione non casuale. Io non pubblicizzo prodotti dimagranti, sono assolutamente contraria perché tanti non funzionano, chi li pubblicizza sul web molto spesso nemmeno li ha utilizzati e soprattutto io credo che bisogna farlo dopo essere stati da un medico e dopo aver fatto tutta una serie di verifiche per essere sicure che se ne abbia veramente bisogno. Quindi per me è importantissimo avere un proprio codice di comportamento e avere chiaro dove si desidera arrivare. Io mi rifiuto di pubblicizzare prodotti che sono totalmente in disaccordo con la mia visione. Non pubblicizzo prodotti di origine animale, né testati su animali. Ci sono alcune marche di cosmetici che non rispettano queste regole o che le aggirano. In italia abbiamo leggi abbastanza ferree, ma spostandoci fuori dall’Italia i test sugli animali vengono effettuati tutti i giorni.

Nel 99% dei casi noto che tutti\e gli\le influencers puntano sulla propria immagine esclusiva e solitaria. Ti piacerebbe collaborare con altri\e colleghi\e?

A me piacerebbe molto lavorare con altre influencer. In effetti mi è successo nel senso che durante i blog tour molto spesso sei con altre e bisogna aiutarsi reciprocamente sia per scattare le foto che per procurare il materiale. Le esperienze che ho avuto sono state positive e con alcune ragazze in particolare sono diventata proprio amica. Chiaramente esiste sempre un po’ di rivalità, in quanto, parlando di numeri, le aziende guardano, a parità di followers e altri dati, quali sono le influencer sul mercato a quel punto vanno a scegliere quella o quelle che preferiscono per il progetto che hanno in mente. La rivalità è quindi concreta, ma ritengo che bisogna passarci sopra e riuscire a collaborare. Sarebbe interessante e stimolante pensare dei progetti con altre blogger, ognuna è diversa dalle altre per approcci e stile, si tratta quindi di ricchezza e possibilità.

Hai amici famosi? La tua vita è rimasta identica a come era prima che ti impegnassi come influencer?

Amici famosi, ma che parolona è! Non mi è mai piaciuta. Persone conosciute si, non faccio nomi perché non mi interessa, per me sono amici, semplicemente. Tendo ad avere gli stessi amici di prima e tanti conoscenti nuovi perché nel ruolo di influencer ho numerose occasioni per conoscere più persone . La vita è cambiata, è più frenetica e non si ha il tempo di vedere gli amici con la stessa frequenza di prima, per cui quando sono a Bologna cerco di concentrare una o due uscite e dedicare il resto del tempo al mio bimbo.  Gli amici sono gli stessi e per me questo aspetto è molto importante.

A quale grande evento ti piacerebbe essere invitata?

Senza ombra di dubbio mi piacerebbe andare a vedere una sfilata di Victoria Secret dal vivo! Venendo dall’ambiente della moda, so che è sempre stato un “circo” e anche mediaticamente ha avuto una copertura fantastica da sempre, richiama tantissimi personaggi e tantissime televisioni. Poi vorrei andare a una sfilata di Dior a Parigi perché è uno degli stilisti che mi preferisco, soprattutto quando sfila. Sicuramente mi piacerebbe riuscire ad andare con un ente in Africa per un progetto non brevissimo in modo da avere la possibilità di far conoscere in Italia la realtà africana in modo diverso dal semplice scatto che mostra un contesto esotico. Trovo che ci siano tante cose da raccontare, sui social spesso c’è tanta pochezza.

Consigli per giovani ragazzi e ragazze che desiderano essere noti sui social e guadagnarci?

Non credere a chi racconta che diventare famosi sui social è facile. Si tratta di un lavoro e come tale è impegnativo quindi, cari giovani, se pensate di postare una foto carina e di iniziare a crescere, sappiate che non è così che funziona. Per riuscire a essere noti ci sono tantissimi PR da fare e tante situazioni in cui bisogna esserci e farsi vedere. Per chi non è mai stato un insider del settore non è facile farsi strada, per cui se ci credete dovete mettere in conto di investire dei soldini (spostarsi  con fotografo al seguito ha un costo). Se fare un profilo è gratuito, fare un profilo di qualità non lo è. Se volete fare blogging dovete stare molto attenti al tipo di contenuto e alla qualità. Se volete essere influencer il discorso cambia. Potete esserlo senza connotazioni particolari e a me questo non piace tanto a dir la verità.  Partecipare a un reality o un talent, vi darà immediata visibilità e allora in quel caso le persone vi seguiranno non per quel che proporreste a livello di look e stile, ma perché saranno affezionati al personaggio che avete proposto in televisione. Cominciare da zero creando una propria professionalità ed essere riconosciuti per caratteristiche peculiari che appartengono solo a voi, può essere una buona idea. A quel punto dovrete stabilire quali sono le cose importanti e lavorare su quelle. All’inizio può sembrare poco importante, ma nel tempo saranno quelle caratteristiche a darvi una identità riconoscibile anche per le aziende.

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